APOLLO '77

"con la testa sulla luna e viceversa"

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mercoledì, 13 agosto 2008

Agosto

Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti solo
non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto?



martedì, 29 luglio 2008

affichequando



Ieri sera ho visto questo film, bellissimo e quanto più attuale, considerando i continui sbarchi di persone che in questi giorni e in queste notti avvengono sulle nostre coste, e il fatto che le leggi in materia di immigrazione nel nostro (?) paese si stiano inasprendo sempre più.

postato da: Maximino alle ore 23:07 | link | commenti
categorie: pensieri, cinema, film, immigrazione, sbarchi, marco tullio giordana
mercoledì, 16 luglio 2008

Un'anno fa esatto prendeva vita questo blog in cui non periodicamente ho provato a descrivere parte della mia vita e parte dei miei pensieri cercando di condividerli coi miei lettori.

BUON COMPLEANNO

torta
APOLLO' 77

postato da: Maximino alle ore 16:46 | link | commenti
categorie: anniversari, auguri
martedì, 15 luglio 2008

Da Los Angeles a Cosangeles

adolescents a cosenzaGrande serata quella di ieri sera prodotta dalla collaborazione di diverse realtà, a dimostrazione che a Cosenza insieme si può. Serata all'insegna del punk rock e "segni di civiltà".
On stage la vecchia e nuova Calabria punk, aprono i Think for yourself giovane band cosentina, seguono i più anziani  Meat for dogs  da Catanzaro che si fanno raggiungere sul palco per due pezzi da due membri della formazione storica del punk cosentino, i N.I.A.  A seguire le chitarre dei White Flag che cantano anche in italiano, per  poi concludere con gli Adolescents che a causa di guasti al furgone hanno rischiato di non arrivare, ma appena giunti sul palco infiammano il folto pubblico accorso nel campetto di via Milelli. Il pubblico era quello solito delle grandi occasioni degli appuntamenti cosentini dove sai già chi ci troverai, era quasi una festa, alla fine ci si conosceva tutti. C'erano tante persone, quelle a cui non piacciono le zampogne.

postato da: Maximino alle ore 21:45 | link | commenti
categorie: musica, diario, concerti
venerdì, 04 luglio 2008

Parole Opere e Omissioni

Il titolo di sto post coincide con il titolo del libro di Annachiara Valle su, così come recita il sottotitolo La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo, presentato all'inizio di maggio all'interno di Liberìa la fiera del libro che  libera, con un dialogo a tratti serrato tra l'autrice e il Prefetto di Cosenza nonchè partecipato da tante persone che hanno mostrato forte interesse.

 Il libro racconta gli anni delle stragi, del terrorismo, delle  leggi speciali, ma anche del forte fermento politico giovanile che si  respirava in quegli anni bui, ma capaci di dare tanti spiragli di speranza. L'autrice, attraverso testimonianze e doocumenti  cerca , a mio avviso riuscendoci, di raccontare quegli anni  con un focus sulla Chiesa  e il suo ruolo  anche  controverso  in alcuni punti, Controversie a causa di modi di agire diversi da parte del Vaticano rispetto ad una certa parte di preti e laici. Caso emblematico di questa differenza è il diverso trattamento che il Papa e certa gerarchia vaticana usano nei confronti di due sequestri; quello ai danni del giudice Mario Sossi (mediazione riuscita) e quello ai danni di Aldo Moro per cui non c'è voluto essere lo stesso impegno pur ripresentandosi le condizioni. Ma Annachiara Valle nelle pagine di questo libro parla anche e soprattutto aggiungo io, di una chiesa vicina a certi ambienti, gli stessi ambienti da dove nascono le varie realtà di lotta armata nelle cui fila militeranno tra teorizzatori (Toni Negri) e giovani imbraccianti il fucile (Margherita - Mara - Cagol ...) persone provenienti da ambienti cattolici. Molto delle pagine  è dedicato al percorso  di dissociazione  che alcuni militanti della lotta armata  dal carcere intrapresero  spinti da documenti della CEI, da lettere di alcuni vescovi, Martini su tutti, dalle parole e dall'impegno di tanti laici impegnati, nonchè dalla forza instancabile di tanti cappellani e parroci.

Io credo che le istanze che uscivano dal salotto di Corghi a Reggio Emilia (e in tutti gli altri punti di ritrovo in tutta Italia) dalle discussioni tra giovani cattolici e comunisti erano sacrosante, solo che magari affrontate poi nell'azione in maniera sbagliata ricorrendo alla violenza. Tra le maglie di questa storia c'è pure la nascita dell'obiezione di coscienza, del servizio civile e l'istituzione della Caritas.

Nota editoriale: Pur nella sua scrittura lineare e poco complessa, nonostante il tema sia tale, le poche note che pur ci sono alla fine del libro io le avrei inserite a fondo pagina.

 
Parole Opere e Omissioni
AUTORE  ANNACHIARA VALLE

EDITORE  RIZZOLI

COLLANA  SAGGI

PAGINE  266

PREZZO  17,00 euro

ANNO PRIMA EDIZIONE  2008

postato da: Maximino alle ore 18:42 | link | commenti
categorie: libri, chiesa, anni di piombo, annachiara valle
sabato, 28 giugno 2008

Dedicato a chi c'era

Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'.
Noi che facevamo 'Palla Avvelenata'. Noi che giocavamo regolare a 'Ruba Bandiera'.
Noi che non mancava neanche 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che 'se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce'.
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa e che bussavamo con le mani per non dare fastidio se era pomeriggio presto.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big -babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola)...
Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare.Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che ci bastava un pezzo di terra e quattro pietre per armare una partita a pallone.
Noi che quando eravamo assetati, ti attaccavamo alla stessa bottiglie e non ci mischiavamo neanche l'herpes
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali e senza spalline imbottite.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma a casa te ne dava due.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che però sappiamo a memoria 'Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)'.
Noi che 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina e mangiare la verdura.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella.. fai merenda con Girella..
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
Noi che ci divertivamo da matti con un pallone o con una biglia, non con PSP, PSII, PS3 e NINTENDO
Noi che i giochi elettronici li chiamavamo 'schiacciapensieri'.
Noi che ci conoscevamo tutti perché giocavamo a pallone e poi facevamo le supersfide tra quartieri
........... che fortuna essere stati così !!!!!!!! :candela:

Tratto  da un'intervento su atticolibero.it

Io di mio vi lascio sto video
 
 

postato da: Maximino alle ore 13:00 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, musica, canzoni, cartoni animati, telefilm, ricordo, generazioni
lunedì, 16 giugno 2008

La luna piange rosa

autoritratto
                                           

Da quando non ci sei
la luna piange rosa
un corvo nero vola
sopra la città
il corvo ha un becco d’oro
un becco tutto d’oro
vedessi come splende
nell’oscurità
Bologna non c’è più
se l’hanno presa loro
è un cumulo di noia
che spendi e paghi caro
Bologna è una carogna
che non ti vuole vivo
da quando non ci sei
Bologna non c’è più
Non ti sei perso niente
non ti sei perso niente
non ti sei perso niente
PAZ
Per noi che siamo qui
nel letto del diavolo
noi che prendiamo tempo
e non vediamo l’ora
per noi quello che resta
è l’ombra di una vita
vuoi mettere risorgere
PAZ
Non ti sei perso niente
non ti sei perso niente
non ti sei perso niente
PAZ

Ricordando Andrea Pazienza a 20 anni dalla sua scomparsa

postato da: Maximino alle ore 17:55 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, musica, cultura, canzoni, ricordo, paz , andrea pazienza, gang
mercoledì, 11 giugno 2008

foto racconto


HPIM0526A maggio questa sedia era vuota ...

.

HPIM0521... questa consolle triste ...



percorso_Castrovillari-Cosenza... a questa strada mancava qualcuno ...



occhiali nuovi... quest'uomo disoccupato ...



HPIM0570... dal 3 giugno son tutti più contenti

postato da: Maximino alle ore 17:05 | link | commenti (4)
categorie: diario, lavoro
domenica, 08 giugno 2008

3 giugno giorno del ...

mio inserimento lavorativo indeterminato stabile e duraturo

Ebbene sì, finalmente dopo telefonate, uno scambio di documenti via posta e procedure burocratiche interminabili (ancora nn sono finite) è giunto il momento di iniziare l'avventura che per la sua natura dovrà farsi storia per la mia vita;
storia fatta di viaggi quotidiani in pullman, di telefonate da ricevere/inoltrare/ inviare, di fax da recepire e trasmettere, di posta da smistare, il tutto con celerità da e verso i vari uffici.
Un lavoro con contratto indeterminato, un miracolo per i tempi che viviamo, ottenuto grazie alla mia condizione invalidante e non senza sforzi (corso di formazione, superamento di due esami, la costanza e la pazienza di stare dietro la graduatoria).
Prima settimana positiva, accoglienza e disponibilità da parte dei colleghi, sarà l'entusiasmo ma non sento ancora la stanchezza dovuta alle alzatacce e ai viaggi a cui (i secondi in particolare) non ero abituato.
Settimana corta, 8:00-14:00 con due rientri  fino alle 17:30  martedì e giovedì, week end libero;  tutto ciò con viaggi di un'ora/un'ora e mezza a seconda del pullman e dell'autista, mi occorre un'ipod o altro tipo di lettore mp3, sulla Calabro non soporto la colomnna sonora (Nino D'Angelo e affini), unica nota stonata della settimana lavorativa.

Lascio voi miei lettori con il video della bella canzone che usciva dalla radio del pullman il primo giorno di lavoro appena salito, e che mi ha colpito per i primi due versi della prima strofa



postato da: Maximino alle ore 19:35 | link | commenti
categorie: pensieri, musica, riflessioni, diario, lavoro
sabato, 07 giugno 2008

Per mancanza ....

....  di connessione causa problemi tecnici sulla rete e ..... di tempo nn ho scritto di tante cose:

Del pacchetto sicurezza che incentrandosi esclusivamente o quasi sul rapporto crimine/immigrazione (almeno questo è quello che ne esce dai mezzi di comunicazione) serve solo a rendere più insicura la vita di tante persone che lasciano la propria terra con la speranza di trovare altrove una qualche forma di stabilità in qualche modo negata loro dai loro stessi paesi;   tutto questo mentre ci si scorda di essere in Italia, paese che di suo ha già dei problemi di sicurezza legati alla criminalità organizzata o meno.

La stessa micro e macro criminalità attecchisce al sud come al nord  per  uno stato sociale incompleto  nel nostro bel paese, dove  la disoccupazione  impera, dove "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro" da caposaldo dell'ordinamento socioeconomico italico passa ad essere un paradosso. Perchè in Italia di lavoro si dovrebbe vivere e non morire, come accade quasi quotidianamente proprio per mancanza di sicurezza.
Manca sicureeza nel lavoro, ma manca anche sicurezza del lavoro cominciata a scemare con l'applicazione del pacchetto Treu (centrosinistra) e continuata a calare con la legge 30 (centrodestra);  spesso un lavoro precario comporta una vita precaria, all'interno della quale si sopravvive, e non si vive perchè incapaci di guardare al futuro, progettare o solo pensare di avere una famiglia ad esempio.

E meno male che ci sono persone che nonostante tutto ciò fanno famiglia scegliendo di sposarsi e condividere  in tutto e per tutto le difficoltà ma anche le gioie della vita, e in quest'ultimo anno  numerosi amici miei  l'hanno  fatto e lo faranno volendo condividere con me e altri amici la gioia del coronamento e al tempo stesso del nuovo inizio, grazie.

postato da: Maximino alle ore 15:29 | link | commenti
categorie: pensieri, italia, riflessioni, vita, diario, lavoro, speranza